Le prove con cast e regista di Miracolo a Milano Foto di Masiar Pasquali

Miracolo a Milano al Piccolo Teatro Strehler Anticipazioni

E alla fine il volo c’è. Una decina di giovanissimi attori: le corde si vedono. Si devono vedere. Il sogno di Miracolo a Milano prende vita al Piccolo Teatro Strehler con questo finale, ripreso dall’omonimo film. Inevitabile che il ricordo vada alla pellicola di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini, ma questo a teatro, con regia di Claudio Longhi, non è una attualizzazione né un remake. Anche se i ricordi personali affiorano. Piergaetano Marchetti, mentre parla di speranze, delusioni, tristezze, utopie, ricorda di averlo visto con i genitori nel ‘51 al cinema Ariosto. Di un affetto che attraversa diverse generazioni parla Tommaso Sacchi. Lo ricordano in occasione della presentazione alla stampa dello spettacolo alla Sala Fontana, splendida vista dal Museo del Novecento, affacciato su piazza del Duomo.

Proprio questa è la piazza che i protagonisti di Miracolo a Milano sorvolano volando sulle scope: è un luogo, sottolinea Lanfranco Li Cauli, strettamente legato al film e questo è uno spettacolo che, guardando da lontano, da quel 1951, parla di Milano oggi. Lo fa a un pubblico milanese e internazionale, come è lo spirito del Piccolo Teatro di Milano e d’Europa. Così le repliche sono sottotitolate in inglese e in italiano. Non sappiamo invece in che lingua lo avesse visto Gabriel Garcia Márquez, che diceva di essere stato influenzato dal film nella scrittura di quel mondo magico di Cent’anni di solitudine.

A tanti ricordi corrisponde una grande produzione, con 46 attori in scena, evidenza di un rapporto viscerale che lega il Piccolo Teatro a Milano: come raccontarlo teatralmente, si è chiesto Claudio Longhi, alla sua seconda regia come direttore artistico del Piccolo Teatro di Milano, dopo Ho paura torero. Da qui la scelta di omaggiare Milano attraverso Miracolo a Milano, secondo un’influenza di Ronconi, che nel 1996 aveva omaggiato Roma attraverso “Quer pasticciaccio brutto de via Merulana” di Gadda. E’ un’influenza che ha portato a guardare anche oltre il film, con una attenzione al romanzo di Zavattini del ’43, “Totò il buono”. Un nome che non è certo casuale, perché nasce dalla ammirazione di Zavattini per l’attore. Forse avrebbe dovuto esserne l’interprete, ma quando iniziarono le riprese del film Totò era già un attore affermato.

La messinscena di Miracolo a Milano vive di tante influenze. Il Peer Gynt di Ibsen, con la sua ambientazione fantastica, ha permesso di focalizzare il rapporto tra Totò e Lolotta. Un’altra influenza viene da Brecht, che reputava necessario guardare le cose da lontano per vederle bene. Una lontananza che è cronologica e spaziale. Così sono gli occhi del 1951 a fare da filtro, permettendo di interrogarsi sulla realtà guardandola in prospettiva. Questa è anche una storia di alti e bassi, lusso e abitanti della baraccopoli, nel segno di Aldo Trionfo, che univa alto e basso. E’ un’influenza che vive anche sulle scelte musicali, con lirica e canzone popolare, riferimenti alla Scala e al Festival di Sanremo, proprio quell’anno alla prima edizione. Così anche nella lingua si affaccia un dialetto milanese, vissuto però come una lingua straniera, perché è un dialetto allora molto vivo, parlato nelle famiglie. Oggi non più.

Con Miracolo a Milano più che mai emerge il ruolo del teatro come luogo dove cercare di capire che cosa vuol dire vivere insieme. Era dunque necessario che questa compagnia fosse una comunità. Una famiglia, che qui è formata delle allieve e allievi del corso “Luca Ronconi” della Scuola di Teatro “Luca Ronconi” del Piccolo Teatro. Sono 27 compagni di classe, che completano il cast formato dagli attori del Piccolo. Insieme a loro, nei ruoli di Lolotta e Totò, Giulia Lazzarini e Lino Guanciale.

Si consolida così il rapporto di lunga data basato su una fiduciosa collaborazione tra regista e attore, Claudio Longhi – Lino Guanciale. Che si chiede qual è la città ideale: Zavattini la costruisce nel fango. Che è stato trovato a Lambrate, estrema periferia milanese, dove il film è stato girato. Salvo quel finale, in piazza del Duomo: finale favolistico o, all’opposto, suggerisce che quel «buongiorno che vuol dire davvero buongiorno» va cercato in cielo? Se lo chiede Lino Guanciale. Niente risposte: il compito del teatro è suscitare domande.

(Nella foto di Masiar Pasquali le prove di Miracolo a Milano. Da sinistra, Diana Manea, Daniele Cavone Felicioni, Michele Dell’Utri, Giulia Trivero, Mario Pirrello, Sara Putignano, Lino Guanciale, Giulia Lazzarini, il regista Claudio Longhi)

Miracolo a Milano

di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini

trasposizione teatrale Paolo Di Paolo

regia Claudio Longhi

scene Guia Buzzi; costumi Gianluca Sbicca; luci Manuel Frenda; visual design Riccardo Frati; dramaturg Lino Guanciale, Corrado Rovida; assistente alla drammaturgia Davide Gasparro; assistenti alla regia Davide Gasparro e Giulia Sangiorgio

Interpreti e Personaggi

Giulia Lazzarini – Lolotta

Lino Guanciale – Totò

Sara Putignano – Edvige, Direttore orfanotrofio, Spettatrice Scala

Mario Pirrello – Mobbi

Michele Dell’Utri – Dottore, Giornalista, Rappi, Generale

Diana Manea – Baraccata Marta signora ex borghese, Segretaria orfanotrofio, Signora dal parrucchiere, Rappresentante cioccolato Fano, professoressa Adalgisa

Giulia Trivero – Annunciatrice radiofonica, Segretaria orfanotrofio, Signora dal parrucchiere

Daniele Cavone Felicioni – Baraccato Alfredo il ladro, Dottore, Signore borghese, Brambi, Giornalista

E con le allieve e gli allievi del corso “Luca Ronconi” della Scuola di Teatro “Luca Ronconi” del Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

Produzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa

A Milano, Piccolo Teatro Strehler (Largo Greppi – M2 Lanza), dal 4 marzo al 1° aprile 2026 (martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; salvo mercoledì 25 marzo, ore 15 riservata scuole; domenica ore 16). Platea 40 euro, balconata 32 euro.

Le recite del 7, 8, 14, 15, 21, 22, 28 e 29 marzo sono sovratitolate in inglese e in italiano. Le repliche del 14 e 15 marzo sono parte del progetto Piccolo Aperto realizzato con il contributo di Fondazione di Comunità Milano

Miracolo a Milano è accompagnato da molti appuntamenti.