Penelope aspetta: è L’Appuntamento

È da vent’anni che aspetta. Questa volta la protagonista è Penelope: Ulisse è solo la causa di questa lunga attesa.

Quando inizia L’Appuntamento, a MTM Teatro la Cavallerizza, Rossella Rapisarda è già una Penelope in attesa (del pubblico) ingabbiata in una matassa di corde. È una evocazione di quei fili della tela svolti ogni notte, in cui ormai si trova attorcigliata, simbolo di quanto poco sia libera. Solo dal mare, di cui si sente il rumore, con le onde che si infrangono contro le coste di Itaca, può arrivare la sua liberazione. Lei sente delle voci che le chiedono “che cosa aspetti, perché aspetti?”, ma sono voci che vuole tacitare.

A ingabbiarla in quella matassa di corde è stato Omero che l’ha descritta come saggia, astuta, paziente. Al punto da aspettare per vent’anni il ritorno di Ulisse. Così è proprio a Omero che lei si rivolge, scrivendole una lettera che suscita la risata degli spettatori di L’Appuntamento. Contro di lei si rifà anche Giulietta che rivolgendosi a Romeo gli rimprovera di non aver saputo aspettare.

Prima Omero e poi Shakespeare: i richiami sottolineano quanto Penelope sia diventata l’emblema di una donna che si sacrifica aspettando il ritorno del suo amore. Una etichetta, quella della donna che aspetta, a cui Penelope cerca di ribellarsi. Dice “Ti odio Ulisse perché mi hai rovinato la giovinezza”. E ha anche paura, perché nel frattempo lei è invecchiata e i suoi capelli non sono più neri e fluenti. Ma Ulisse sarà ugualmente preoccupato di apparirle invecchiato?

Ma Penelope aspetta. “Amore, fai presto, io non resisto Se tu non arrivi non esisto”: anche una canzone come L’appuntamento – ecco il titolo della pièce – fa della donna colei che deve aspettare. Una etichetta che appare difficile superare. Ma forse questa etichetta alla Penelope degli anni 2000 comincia a stare stretta. Ribellati e riprenditi la tua libertà. Lo farà?

La bella regia di Fabrizio Visconti, utilizzando le luci per ricreare l’atmosfera, isola Penelope lasciandole la possibilità di rivolgersi alla luna. Con suoni e canzoni riesce a evidenziare come Penelope sia diventata l’emblema della donna subordinata all’uomo. Omero l’ha disegnata così. Ma ha anche raccontato la storia solo dal punto di vista di Ulisse. Così la pièce diventa anche un invito a considerare i fatti da tutti i lati.

Sul palcoscenico della Cavallerizza Rossella Rapisarda riesce a conquistare il pubblico. In un ruolo che le consente ben pochi movimenti, in piedi sopra questa grande matassa di corde gioca però con il mutare della voce, tra battute che suscitano risate. Non concedendo distrazioni agli spettatori ancor più li induce a riflettere su questa condizione della donna. Che, sia pure con modalità differenti e a latitudini differenti, ancora ingloba le donne in situazioni di scarsa – a volte assente – libertà.

(nella foto, Rossella Rapisarda, Penelope, protagonista di L’appuntamento con la regia di Fabrizio Visconti, a Milano a MTM Teatro La Cavallerizza)

L’appuntamento

A tu per tu con Penelope

di Fabrizio Visconti, Rossella Rapisarda

con Rossella Rapisarda

regia e disegno luci Fabrizio Visconti

scene Marco Muzzolon, costumi Mirella Salvischiani, musiche originali Marco Pagani, voce fuori campo Saverio Marconi.

Un Progetto La Gare – Produzione Eccentrici Dadarò con il sostegno di Regione Lombardia – Progetto NEXT 2021; coproduzione: Arterie Teatro; collaborazioni alla produzione: Caika Teatro Associazione Ca’ Rossa

durata dello spettacolo: 80 minuti.

A Milano, MTM Teatro La Cavallerizza dal 21 al 26 febbraio 2023 ore 19.30 – Prima Nazionale