Auris parte di Resto la installazione al Teatro Carcano Foto di Valeria Prina

Resto la installazione al Carcano mentre è in scena Lisistrata

E se mettere i piedi sul terreno dove abitate fosse rischioso? Se non si potesse coltivare la terra? Se i bambini non potessero giocare all’aperto? Resto la installazione al Teatro Carcano induce a riflettere proprio su questo.

Il 20% del territorio dell’Ucraina, pari al 50% del territorio italiano, è minato. Disinnescare le mine antiuomo significa offrire un futuro alla popolazione e poter ricostruire. È un lavoro di precisione, perché le mine sono piccolissime. È un lavoro pericoloso, ma è un lavoro che parla di futuro: permette di poter camminare, coltivare la terra per la sussistenza, giocare. Non vivere più con la paura di fare qualsiasi cosa. Ed è un lavoro che si protrae nel tempo, perché, ad esempio, in Bosnia, a 30 anni di distanza, le mine si trovano ancora. Come in Italia si trovano ancora ordigni bellici delle due guerre. Così anche nelle nostre città succede ancora oggi che vengano evacuate delle zone per disinnescare bombe.

Di tutto questo si è parlato al Teatro Carcano durante la presentazione alla stampa di Resto la installazione ospitata dal Teatro di corso di Porta Romana e voluta dal Cesvi, l’organizzazione umanitaria che da oltre 45 anni si occupa di emergenze. Con un approccio umanitario studia degli interventi che possano consentire alle persone di ricominciare a progettare il futuro. La installazione Resto per chi guarda diventa una esperienza di forte impatto. E’ a Milano nel foyer della galleria del Teatro Carcano, per coinvolgere e sensibilizzare gli spettatori di Lisistrata. E non è certo un caso, perché Lisistrata con il tono della commedia pone l’accento sul male della guerra. Ricorda l’insensatezza delle guerre, che ancora oggi, dopo tanti secoli da quando Aristofane scrisse la commedia, sono tante. Troppe. Alcune meno conosciute.

Che la commedia sia ancora necessaria suona come un grido d’allarme. «Abbiamo immaginato che, dal giorno glorioso della presa dell’Acropoli e della pace ottenuta, Lisistrata – colei che scioglie gli eserciti – avesse deciso e proposto di celebrare quell’impresa straordinaria e di tornare a raccontarla finché la guerra non fosse totalmente scomparsa dal mondo». Sono le parole di Lella Costa, interprete e ambasciatrice Cesvi e Serena Sinigaglia, regista dello spettacolo che hanno fortemente sostenuto la presenza dell’installazione Resto nelle giornate di spettacolo a Milano.

Il titolo Resto, scelto per l’installazione, spiega il curatore dell’iniziativa, Christian Gancitano, indica l’atto di non abbandonare la propria terra nonostante l’orrore e insieme resistere come forma attiva e consapevole.

Nel quarto anniversario dell’inizio del conflitto in Ucraina il 24 febbraio, l’artista Mariangela Bombardieri con l’opera Resto trasforma in dispositivi parlanti le mine antiuomo nate per mutilare e silenziare. E’ la sezione Auris, che coinvolge mostrando delle mine – davvero piccole – poggiate su un piccolo tappeto che ricorda la casa. Dotate di QR sono come una drammatica attuale Antologia di Spoon River, che porta la voce di ucraini decisi a resistere. Sentire le loro voci mentre si guarda queste mine crea una vicinanza con chi con le mine ha avuto un incontro ravvicinato. Altri lo potranno avere, perché ogni mina è un soldato che continua a uccidere nel tempo. 

L’installazione è completata dalla sezione Nimbus, che invece presenta dei caschi con, al posto della GoPro, rispettivamente un chiodo per parlare di sacrificio e una spiga di grano. Entrambi scelti per ricordare come la guerra toglie la vita e impedisce la coltivazione dei terreni e dunque del grano e della sussistenza e continua a farlo a tempo indeterminato, causa quelle mine antiuomo, che qui disinnescate, nella sezione Auris sono un monito.

Il valore è dunque profondamente simbolico, capace di dire molto. Resto parla di vite umane, che si affidano a gesti quotidiani per opporsi a una situazione di pericolo continuo. Richiede di capire questa popolazione, che cosa sta vivendo, a che futuro ha diritto di aspirare, mentre lo vede compromesso. Sono vite reali, non semplici soggetti di riprese con GoPro, da osservare velocemente per passare al video successivo.

(Nella foto di Valeria Prina, uno dei sei elementi che compongono Auris, parte di Resto la installazione esposta in concomitanza con Lisistrata al Carcano)

Resto la installazione

A Milano, Teatro Carcano, dal 24 febbraio al 1° marzo 2026

In occasione dello spettacolo Lisistrata con Lella Costa, regia di Serena Sinigaglia.

Musiche di Filippo Del Corno

E’ visitabile dal pubblico del Teatro Carcano, nell’ora e mezza precedente allo spettacolo serale o pomeridiano e al termine della rappresentazione. Sarà aperta invece a tutto il pubblico, gratuitamente, sabato 28 febbraio dalle ore 11 alle ore 15.