Sold Out a teatro e ora la nuova stagione

Sold Out a teatro e elevata qualità. Sono i due aspetti che hanno fortunatamente caratterizzato la stagione teatrale 2022-2023 appena conclusa. Sulla qualità può aver influito la chiusura dei teatri per i lockdown causa pandemia e dunque le lunghe prove che hanno preceduto la messinscena degli spettacoli. Perché i teatri, ci tengono a ricordarlo, anche nei mesi di chiusura forzata o di attività dimezzata, hanno continuato a lavorare e programmare. La voglia di attrarre gli spettatori e di creare con loro un rapporto affettivo non si è mai interrotta. Sicuramente ha influito anche il senso di responsabilità dei direttori artistici dei teatri, decisi a ricompensare gli spettatori con una qualità elevata. «Lavoriamo per la bellezza delle vostre notti» dice Gianmario Longoni, direttore artistico del Teatro Arcimboldi, partendo dalla considerazione che quella serata a teatro sarà per molti spettatori un bel momento da conservare a lungo tra i più bei ricordi.

E il pubblico, appena è stato possibile, è tornato a riempire le sale. Anche se nel frattempo qualche teatro aveva deciso di chiudere. Ne abbiamo parlato alcuni mesi fa da queste pagine di spettacolinews.eu. E insieme abbiamo ricordato quei teatri, piccoli solo per le dimensioni, che invece hanno iniziato o non hanno abbandonato la programmazione, convinti che a teatro sia bello sognare insieme e insieme vivere momenti sia allegri che riflessivi.

Chi non si è arreso ha visto che anche il pubblico era deciso a riprendere a sognare non in solitario.

I sold out a teatro li hanno verificati un po’ tutti gli spettatori, sia pure in un modo un po’ empirico. Qualcuno, come Gianmario Longoni, si sbilancia nel fornire dati. Così i 406.000 spettatori che sono entrati all’Arcimboldi hanno determinato il Sold Out a teatro per il 60% degli spettacoli. In un teatro con un minor numero di posti, come il Fontana parte del circuito Elsinor, hanno registrato un incremento di spettatori del 26% rispetto al 2019, universalmente considerato anno di riferimento.

Altri dati decisamente esaltanti li sottolineano in Emilia Romagna Teatro ERT. La stagione appena conclusa ha registrato nel complesso 140.000 spettatori, migliorando il livello della Stagione pre Covid 2018/19.

Le misure di contenimento anti Covid, che erano state necessarie con la ripresa del teatro (e i relativi timori, sia pure consapevolmente superati), hanno influito sull’allestimento degli spettacoli e sugli spettatori stessi. Così il pubblico ha iniziato ad accettare gli spettacoli di un’ora, che prima non avrebbe gradito e, all’opposto spettacoli anche di due ore e mezzo senza intervallo. In più molti spettatori che avevano perso gli spettacoli, causa chiusura teatri, e avevano collezionato voucher si sono orientati soprattutto su acquisti dell’ultimo momento.

L’altro aspetto rilevante riguarda la voglia del pubblico di tornare a teatro. Con queste parole, che è bello ricordare, commenta Serena Sinigaglia presentando il festival Imagine. «Lo spettacolo serale non è più centrale come lo era un tempo. Possiamo ascoltare e vedere migliaia di storie con un semplice click. Ciò che però non possiamo fare è incontrare gli altri. Questo lo possiamo fare in maniera completa solo a teatro, nel qui e ora convenuto per l’incontro, che diventa innanzitutto lo spazio, qualsiasi esso sia, che permette e definisce l’incontro, la prossimità sociale, il corpo a corpo. Così il teatro combatte l’alienazione contemporanea, la solitudine del gesto, la frammentazione della polis».

Altre parole condivisibili vengono da Tommaso Amadio e Bruno Fornasari, direttori artistici del Teatro Filodrammatici di Milano, anticipando la stagione 2023-2024 di cui parleremo presto. «Siamo fatti di fatiche, bisogni, aspirazioni e prospettive, che spesso viviamo in solitaria, con senso d’impotenza o addirittura con frustrazione e rabbia. Condividere queste energie vitali, questi stimoli a far cambiare le cose, è una possibilità che il teatro racconta come un materiale personale che diventa collettivo, come l’immaginazione di pochi che scatena la fantasia di tutti».

«Il teatro – sintetizza Gaia Calimani, presidente di MTM – è il luogo della sorpresa, del piacere, dell’incontro e dell’accoglienza. Il teatro ci sorprende con le sue storie, con le sue riflessioni, che ci parlano del passato e del presente e tante volte prefigurano anche il futuro».

Ora ci avviamo a vivere una nuova stagione che, considerata sulla carta, si annuncia ugualmente di qualità. Anche destinata a nuovi Sold Out a teatro da vivere con piacere. Su spettacolinews.eu potete già trovare la presentazione della stagione 2023-2024 di alcuni teatri: altri se ne aggiungeranno.

(Nella foto di Valeria Prina, Vevey, la città dove visse negli ultimi 25 anni Chaplin, di cui pochi ricordano gli inizi a teatro. Zeppo Marx di lui disse «Probabilmente il più grande mimo mai esistito». La foto vuole essere un augurio: gustiamoci la stagione che sta per iniziare)