Frida Opera Musical Messico e Frida Kahlo al TAM recensione

Con Frida Opera Musical il Messico e Frida Kahlo al TAM e in tour

Un passo di danza ed è l’amore: loro sono Frida Khalo e Diego Rivera, protagonisti di Frida Opera Musical, al debutto a Milano al Tam Teatro Arcimboldi fino alla pomeridiana del 2 novembre 2025, in date ottimamente in tema con l’atmosfera dell’opera. Qui eventi, sentimenti, emozioni danno vita a momenti coreografici, capaci di conquistare come le luci, le immagini, le voci. Conquistano subito, già quando Frida in un letto con la febbre molto alta appare grave: «non arriverà a domani» dicono i medici. Lei sembra intrappolata in un destino avverso, che in scena appare davvero come una gabbia. Ed è l’incontro con la Catrina in un luogo dove tutto è già accaduto e niente più accadrà: «Hola Frida, no, non sei ancora morta, ma a ogni lacrima di gioia ne corrisponderanno mille di dolore».

La voglia di vivere di Frida, la sua determinazione si coglie già nella voce di Federica Butera, in un dialogo con la Catrina di Drusilla Foer, che è un incontro di grandi voci, capace di dar vita sul palco a una grande storia. Perché questo è il racconto di una donna che al dolore ha saputo contrapporre forza e passione e le ha tradotte in pittura. Che alla fine vediamo, come una grande mostra che la consacra, occasione di scoperta perché, almeno in Italia, più che per i suoi quadri lei è un mito per la sua capacità di affrontare difficoltà morali e traumi fisici, emblema di forza femminile.

Sono momenti di grande, forte impatto, che in scena diventano luci accecanti, rumore violento: è lo sconquasso nella vita di Frida colpita nel fisico. Poi lo sarà nel morale, causa quello che Frida chiama il secondo incidente, dopo quello in strada, in autobus nello scontro con un tram. È la scoperta che il marito Diego Rivera l’ha tradita con sua sorella Cristina: «è mia sorella», grida lei. Per Frida è il secondo incidente che le ha cambiato la vita: lo dice a lui. Lo scopre il pubblico in sala nella sua forza devastante attraverso quelle stesse luci accecanti e il rumore fragoroso.

Luci, suoni di forte impatto, belle coreografie che accompagnano il passare degli anni, insieme a immagini e fotografie: tutto concorre a raccontare la storia. Così dapprima le fotografie sono quelle che realizza il padre con una macchina a soffietto perfettamente d’epoca. Poi è la fotografia degli operai che pranzano a 250 metri da terra sulle impalcature del Rockefeller Center di New York. Frida e Diego Rivera sono a New York, perché lui ha avuto la commissione di un dipinto da Rockefeller. È un incontro storico, anche occasione per far intuire il ruolo femminile, perché quando Frida dice che anche lei dipinge si sente rispondere che è il giusto hobby per la moglie di un pittore.

La condizione di subalternità femminile sembrano accettarla anche le donne. Glielo sentiamo cantare in occasione del matrimonio tra Frida e Diego Rivera, con un passato di tante amanti e mogli. Tra queste la ex, che, se ha un ruolo passeggero nella vita di Rivera, non così in scena, dove la sua interprete si fa notare per la bella voce.

Per Frida sono tanti incontri. Anche con i parigini, che non le piacciono, quando arriva a Parigi per una grande mostra a lei dedicata da Breton. Surrealista? Rifiuta questa etichetta, mentre alle sue spalle sul fondo si vedono dipinti di Dalì e la Golconda di Magritte (poco importa il piccolo anacronismo).

Per Frida Kahlo sono tanti incontri con persone che hanno inciso nella storia. Tra questi Trotsky, che si vede mentre accusa Stalin di dittatura.

Soprattutto in Frida Opera Musical è di grande impatto l’incontro con il Messico, la sua atmosfera e i colori, che tocca Frida fin dall’inizio. Con un piccolo errore anagrafico diceva di essere nata con la rivoluzione messicana. Che vediamo in scena come proclama di libertà. È un periodo ballato e cantato con le parole «stiamo creando il mondo di domani». È la voglia di un futuro di libertà che incontra le tradizioni risalenti al passato azteco.

I due momenti coreografici convivono perfettamente in Frida Opera Musical in scene differenti: da un lato proclami, manifesti, costruzioni, dall’altro maschere e, molto bello, il forte richiamo alla festa di El Día de los Muertos, la festa dei morti. Sono momenti che si susseguono anche nella vita di Frida, dapprima studentessa, pittrice che presenta un suo lavoro a Diego Rivera, primo incontro tra loro. Quando lui la tradisce è Catrina che, come segno di rinascita, porta Frida a recuperare l’anima messicana attraverso un abito tradizionale.

Come tante pennellate è una storia immersa nell’atmosfera del Messico, con interpretazioni regolarmente accolte dal pubblico con applausi. Subito conquistano i tre personaggi principali, ma non solo loro, perfetti nel dar vita a personalità così differenti. Drusilla Foer è una fantastica Catrina, con pause perfette e voce giustamente modulata per un personaggio mitico della tradizione messicana tra vita e morte, che accompagna Frida lungo tutta la sua vita. Federica Butera nel ruolo di Frida Kahlo imprime alla sua voce tutta la determinazione e la forza di una ragazza che subito sa che la sua sarà una vita difficile. Ma vuole viverla.

Diego Rivera diventa il motore di questa storia: prima capace di incutere fiducia a Frida come pittrice, poi speranza di una vita felice, in seguito delusione per il tradimento che per lei è una vera ferita, ma anche una rinascita. Gli dà vita in scena Andrea Ortis, anche autore del testo con Gianmario Pagano e regista, che sceglie di utilizzare tutti i linguaggi espressivi dello spettacolo dal vivo per dare una bella sfaccettatura al racconto. Molte parti cantate si alternano al recitato e un grande spazio hanno danza e momenti coreografici di grande fascino, perfettamente inseriti nel racconto. Infine l’ensemble, con una incursione tra le file della platea, fa ballare il pubblico in un’atmosfera messicana, ultimo momento che conquista.

Qui la presentazione dello spettacolo

In tour, dopo Milano, TAM Teatro Arcimboldi, dal 30 ottobre al 2 novembre 2025. Firenze, Teatro Verdi, dal 7 al 9 novembre; Roma, Teatro Brancaccio, dal 13 al 23 novembre; Torino, Teatro Alfieri, dal 4 al 7 dicembre 2025