Presente Indicativo Milano Crocevia è il titolo che già lascia intuire il programma del Festival internazionale di teatro promosso dal Piccolo, che anche con questa iniziativa si propone come Teatro d’arte per tutti. Con gli spettacoli in programma dal 14 al 30 maggio 2026 questa terza edizione intende guardare oltre gli spazi teatrali del Piccolo, creare alleanze tra realtà europee e coinvolgere un pubblico internazionale, secondo le caratteristiche di Milano. Perché qui ci sono molte comunità internazionali con operatori, turisti, studenti che abitano la città. Parallela è l’intenzione di creare una collaborazione con i diversi Consolati presenti a Milano. Ecco perché Presente Indicativo Milano Crocevia è stato presentato ufficialmente 197 giorni prima della apertura: è il tempo necessario per creare una comunità, stabilire un legame tra palcoscenico e sala, programmazione teatrale e pubblico.
Milano Crocevia dunque, perché il Festival sia centro di dialogo, dove è possibile conoscere punti di vista differenti, creando un confronto di culture. In rispetto di quella definizione di Teatro d’Europa che caratterizza il Piccolo intenzionato ad aprirsi al mondo. Se l’Europa sotto alcuni aspetti sembra un po’ scricchiolante non lo deve essere invece da un punto di vista culturale. Su queste premesse si fonda il Festival internazionale di Teatro Presente Indicativo Milano Crocevia, che esplorando la scena contemporanea internazionale si propone di identificare il futuro dello spettacolo dal vivo. E’ anche il modo per intercettare gli interessi degli spettatori più giovani. Perché se risulta che tra i 6 e i 20 anni frequentino i teatri, non così avviene quando l’età passa ai 35 anni fino ai 50: quando devono scegliere in autonomia sembra non trovino risposte alle loro esigenze.
L’attenzione a questo pubblico che si propone il Festival è uno dei motivi che gli è valso l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. E proprio pensando a un pubblico più giovane è nato il progetto under 35, che per la prima volta coinvolge rettori e Università di Milano come coproduttori dello spettacolo The City of Arrival (La città dell’arrivo), studiato per portare in primo piano gli studenti. In quale modo sarà una delle scoperte che si potranno fare in occasione del Festival nel periodo dal 16 al 24 maggio. La performance è stata immaginata da Thomas Verstraeten, tra i fondatori della compagnia fiamminga, associata al Piccolo, FC Bergman.
Anche negli altri casi per offrire una visione multiforme del paesaggio della scena contemporanea sono stati coinvolti gli artisti internazionali associati al Piccolo Teatro per il triennio 2025-2027 e i nuovi artisti associati italiani entrati nel 2025. È stato anche scelto di offrire una visione di quanto viene proposto da festival di altri Paesi, secondo una collaborazione che ha portato a programmare al Festival di Avignone tre spettacoli coprodotti dal Piccolo.
In tutto dal 14 al 30 maggio, tra Studio Melato, Strehler, Grassi e Chiostro Nina Vinchi, con sconfinamenti cittadini, si susseguiranno dodici spettacoli (sovratitolati in italiano e in inglese). Di questi, otto sono coproduzioni (cinque internazionali), due prime assolute, tre prime italiane.
Apre il festival Presente Indicativo Milano Crocevia il 14 maggio 2026 Tiago Rodrigues, drammaturgo e regista, dal 2022 direttore del Festival d’Avignon. Con “By Heart” propone uno spettacolo sulla memoria, inducendo delle spettatrici e degli spettatori a imparare a memoria, come esercizio del cuore, un sonetto di Shakespeare. È l’ultimo dei tanti libri che la madre di Tiago Rodrigues aveva voluto imparare a memoria prima di diventare cieca. Il 15 e 16 maggio al Teatro Studio è invece proposto il suo lavoro più recente, “La distance“, presentato per la prima volta ad Avignone a luglio. Ha al centro un dialogo a distanza tra un padre e una figlia entrata in una comunità su Marte.
Un altro dialogo, questa volta tra culture e lingue differenti, è al centro di “Valentina” di Caroline Guiela Nguyen, che dal 2023 dirige il Teatro nazionale di Strasburgo e la sua scuola dei mestieri dello spettacolo. Racconta di una bambina che, immigrata dalla Romania in Francia insieme alla madre, è l’unica a imparare il francese e deve quindi decidere che cosa dire alla madre di quanto apprende dai medici sulla sua salute. Al Teatro Strehler, dal 15 al 17 maggio.
Łukasz Twarkowski, al Teatro Strehler, il 23 e 24 maggio porta in prima nazionale “Oracle”, coprodotto con Ruhrtriennale. E’ l’occasione per il regista polacco di spingere il teatro al confine con la multimedialità, dove incontra Alan Turing, matematico, tra i padri dell’informatica, che – decifrando il codice Enigma – cambiò il corso della Seconda guerra mondiale. Tra paesaggi sonori immersivi e proiezioni cinematografiche, lo spettacolo sfuma i confini tra realtà e illusione, interrogandosi sul futuro digitale che Turing stesso contribuì a immaginare.
Dalle Wiener Festwochen arriva il 24 maggio al Teatro Studio, “Il processo Pelicot”, oratorio diretto da Milo Rau e Servane Dècle, come potente atto di accusa contro la violenza di genere secondo il processo ai violentatori di Gisèle Pelicot.
Seguono due esplorazioni intime sulla condizione umana. Dal 25 al 30 maggio al Teatro Grassi, Lino Guanciale e Gianmarco Saurino sono protagonisti di “Flusso” di Christian di Furia, un monologo per due voci sul senso dell’identità e del tempo. Il 27 maggio al Teatro Studio, Daria Deflorian presenta il work-in-progress “Che dolore terribile è l’amore”, ispirato al nuovo libro del Premio Nobel Han Kang su ferite mai sanate nella Corea del Sud. Al centro sono le conseguenze della rivolta del 1948 sull’isola di Jeju in Corea del Sud, quando furono uccisi trentamila civili.
Dal 28 al 30 maggio al Teatro Strehler è protagonista la danza contemporanea. La coreografa icona Anne Teresa De Keersmaeker fa il suo atteso debutto al Piccolo con “BREL”, un duetto visionario sulle note del cantautore belga Jacques Brel, coprodotto con il Festival d’Avignon. Nelle stesse giornate, al Teatro Studio, il giovane collettivo femminile Parini Secondo presenta in prima assoluta “SLOOOOOW”, una performance che decostruisce l’iperproduttività attraverso gesti lenti e dilatati. La precede il 26 e 27 maggio “HIT OUT”, performance site-specific per il Chiostro.
Per sintetizzare il programma del festival Presente Indicativo Milano Crocevia Claudio Longhi sceglie quattro parole: passato, futuro, corpo, cuore. E sono spettacoli che, come ricorda Lanfranco Li Cauli, sono risultato di coproduzioni e desiderio di fare rete a livello milanese e internazionale. Vorremmo, aggiunge il Presidente Piergaetano Marchetti, che gli spettatori potessero dire “Quella sera c’ero anch’io”.
Sono tanti incontri che il programma del Festival propone, anche oltre le sale teatrali. Infatti il sagrato dello Strehler sarà il centro di incontri e scambi festosi con un programma di dj set, performance live, tra musica e bar con La Piazza a cura di mare culturale urbano.
Tutto questo tra 197 giorni: nel frattempo la programmazione della stagione 2025-2026 naturalmente continua.
(Nella foto Peperonitto film con G.Schettino, F. Moretta, E. Kishta, i due protagonisti di Flusso, Lino Guanciale e Gianmarco Saurino. Saranno dal 25 al 30 maggio al Teatro Grassi, per il festival Presente Indicativo Milano Crocevia)






