Amleto al Teatro Franco Parenti 2026-2027

Franco Parenti 2026-2027, la stagione teatrale di stelle luminose

Della gioia di fare teatro parla Andrée Ruth Shammah. E’ una gioia che si traduce per il Teatro Franco Parenti 2026-2027 in una stagione di stelle danzanti che emergono dal caos, mettendolo in fuga con la loro luce. La stagione dal titolo Caos e stelle danzanti annovera 82 spettacoli di prosa in grado di conquistare il pubblico per temi e stile scelti e per la presenza di tanti attori molto amati dal pubblico. Tra questi, consci di dimenticarne molti, Stefano Accorsi, Ambra Angiolini, Marco Balbi, Sara Bertelà, Francesco Brandi, Fausto Cabra, Paolo Calabresi, Cristiana Capotondi, Renato Carpentieri. Continuando, in ordine alfabetico, Gioele Dix, Claudia Gerini, Vanessa Gravina, Paolo Hendel, Gianfelice Imparato, Elena Lietti, Giorgio Marchesi, Laura Marinoni, Pietro Micci, Ivana Monti, Laura Morante, Silvio Orlando, Maria Paiato, Valentina Picello, Marina Rocco, Filippo Timi, Lucia Vasini, Milena Vukotic.

L’emozione di fare teatro Andrée Ruth Shammah la condivide con giornalisti, attori, registi durante la conferenza stampa di presentazione della stagione 2026-2027 del Teatro Franco Parenti, che ha permesso di scoprire un nuovo spazio. E’ la Terrazza, bellissima, che domina i Bagni Misteriosi, con una vista che Tommaso Sacchi ha definito tra un quadro di Hopper e una fotografia di Massimo Vitali. La Terrazza fa parte di un progetto che la vedrà interconnessa con un giardino segreto e la piazzetta dedicata a Franco Parenti, che ugualmente vedrà una nuova vita. E’ un progetto a cui Banca Intesa con i suoi clienti ha deciso di contribuire.

L’altro sogno è legato al magazzino dei costumi a Bereguardo, dove dovrebbe nascere una foresteria e la possibilità per il pubblico di assistere a prove aperte. Sono progetti che prendono vita grazie alla collaborazione delle Fondazioni Monte Lombardia e Ravasi Garzanti, che vede nella cultura un modo per rispondere alla solitudine degli anziani.

In chiave artistica nasce l’alleanza con il Teatro Stabile di Catania, che porterà alla coproduzione a luglio 2027 di Il conte di Montecristo di Luciano Melchionna tratto da Alexandre Dumas con Fausto Cabra. L’interrogativo alla base è molto attuale: quanto, dopo aver subito un torto, è giusto pretendere un risarcimento prima di diventare un mostro?

Con gli 82 titoli (oltre ai 25 per i bambini) la stagione 2026-2027 propone altrettante stelle danzanti, luci che danzano come soluzioni positive per trovare una strada nel caos.

Danzano davvero i protagonisti di Confesso che ho vissuto, Francesco Brandi, misantropo convinto e Marco Balbi, ballerino di tango clandestino (7-31.10).

Ugualmente tra le produzioni troviamo Cost of living con la regia di Raphael Tobia Vogel con Sara Bertelà, Filippo Lai, Pietro Micci, Martina Sammarco nei ruoli di un disabile e una cargiver e una tetraplegica con il marito. La pièce di Martyna Majok affronta il tema della difficoltà di dare fiducia (14.10-28.11 e 21.4-9.5).

Altra novità è Dove non mi hai portata basato su una storia vera, attuale. Con Valentina Picello è in scena dal 27 aprile al 16 maggio.

Oltre alle novità la sezione delle produzioni offre la possibilità di vedere o rivedere alcuni dei successi della scorsa stagione (e di cui i nostri lettori hanno letto le recensioni su queste pagine). Troviamo Lezione d’amore di Andrée Ruth Shammah, con Milena Vukotic e Federico De Giacomo (4-15.11); Chi come me (2-23.12 e 18-30.5); La reginetta di Leenane con Ambra Angiolini, Ivana Monti, Stefano Annoni, Edoardo Rivoira diretti da Raphael Tobia Vogel (15-20.12 e in tournée). Il mio nome è Maria Stuarda con Marina Rocco (18-30.5); Marjorie Prime con Sara Bertelà, che eredita il ruolo da Ivana Monti impegnata in tournée. Torna anche, dal 12 gennaio, Costellazioni con Elena Lietti e Pietro Micci diretti da Raphael Tobia Vogel: per alcuni giorni sarà in versione originale inglese (dal 26 al 31 gennaio).

In coproduzione, Amen di Massimo Recalcati con la regia di Claudio Autelli (3-8.11). Tra le altre novità, troviamo 23 ore e mezza con la regia di Davide Sacco e tra gli interpreti Giorgio Marchesi, che dal 10 al 14 marzo racconta il dramma in una comunità americana. Qui un insegnante di teatro torna a casa dopo aver scontato una condanna per una relazione con una studentessa minorenne: credere all’innocenza o considerarlo colpevole senza appello? Quella mezz’ora della giornata è il tempo che la moglie concede al dubbio.

Ugualmente molto ricca è la sezione delle ospitalità, che affianca testi nuovi da scoprire a grandi classici, spesso con qualche particolare non tradizionale. E’ il caso del Riccardo III con Maria Paiato nel ruolo del titolo, diretta da Andrea Chiodi. Un’altra regia non tradizionale, di Andrea Baracco, caratterizza Il Berretto a sonagli con Silvio Orlando (10-22.11). Con una ambientazione diversa rispetto a quella di Scarpetta è Il medico dei pazzi con Gianfelice Imparato, che Leo Muscato ha spostato subito dopo l’entrata in vigore della legge Basaglia (19-24.1). Altra ambientazione che può sorprendere per Finale di partita di Beckett che Gabriele Russo riporta dentro uno spazio domestico concreto (23-28.2). Uno sguardo contemporaneo caratterizza la messinscena di Le smanie della villeggiatura di Goldoni, in un mondo dominato dalla smania dell’apparenza (2-7.3).

Torna, a 30 anni dal debutto, nel centenario della nascita di Emilio Tadini, La deposizione di Tadini, nel nuovo allestimento firmato da Alberto Oliva e coinvolge il pubblico invitato a emettere un giudizio, rendendo lo spettacolo diverso a ogni replica (8-13 giugno).

Tutto da scoprire, tra divertimento e sorprese, è Tutti gli uomini che non sono di e con Paolo Calabresi, che è riuscito a farsi credere Nicholas Cage, accolto con tutti gli onori allo stadio. E non solo (9-13.12).

Tra gli altri spettacoli troviamo Pazza di Tom Topor con Vanessa Gravina, di cui si ricorda la versione cinematografica con Barbra Streisand (24-29.11). Gioele Dix porta Arrivato a questo punto, definito una «dichiarazione d’amore al teatro» (6-18.10). Visionario, come è lo stile del suo regista, Daniele Finzi Pasca, si annuncia Nessuno – Le avventure di Ulisse di Emanuele Aldrovandi con Stefano Accorsi (9-14.2). E’ invece Telemaco, il figlio di Ulisse, il protagonista di Odissea di Mario Perrotta (17-21.3).

Davide Sacco, un autore e regista di cui il pubblico ha già potuto applaudire con piacere alcune pièce, come sua seconda regia al Franco Parenti 2026-2027 offre la sua versione di Lettera di una sconosciuta da Stefan Zweig, sicuramente diversa e tutta da scoprire rispetto alla messinscena vista in altro spazio teatrale milanese (30.3-4.4). Leonardo Lidi, regista ugualmente molto applaudito, dirige Resteremo per sempre qui buone ad aspettarti di Diego Pleuteri, con tre animali domestici che aspettano il loro Godot (30.3-11.4). Ugualmente attesa la regia di Serena Senigaglia di Beata oscenità di Massimo Sgorbani con Gianluca Ferrato (6-11.4).

Inoltre alcuni spettacoli internazionali. Sono La guerre d’Hecube tra Euripide e la cultura del Senegal (11 e 12.5) e Invisible Lands. Il lavoro di teatro visivo di una Compagnia finlandese mette in scena dei personaggi che parlano una lingua inventata per raccontare una storia attuale (27.10-1.11).

Ancora molto resta da scoprire, come tante stelle che convivono in questa 55sima stagione al Teatro Franco Parenti: stelle che vengono da lontano pur con una nuova luce e stelle nuove. Tante stelle da scoprire.

(Nella foto, Amleto² di e con Filippo Timi e con Marina Rocco, Elena Lietti, Gabriele Brunelli, Mattia Chiarelli al Teatro Franco Parenti 2026-2027, in apertura di stagione dal 22 al 27 settembre)