La voix Humaine una delle opere liriche al Lac di Lugano Foto di Rocco Casaluci

Opere liriche al Lac di Lugano, Poulenc e Mascagni insieme

Le emozioni sono protagoniste del Dittico di opere liriche al Lac di Lugano, che apre la stagione 2025-2026 studiata dal direttore artistico Carmelo Rifici. E’ composto da La voix humaine di Poulenc e Cavalleria rusticana di Mascagni, diretto dal Maestro Francesco Cilluffo alla guida dell’Orchestra della Svizzera italiana, con il Coro della Radiotelevisione svizzera. La regia è di Emma Dante.

Le due opere in successione sono il risultato di una scelta dunque insolita, motivata dal desiderio di creare un fil rouge legato al femminile con situazioni subite e non scelte. Elle in La voix humaine subisce l’abbandono dell’amante. Lola in Cavalleria rusticana, in un’epoca e in una Sicilia in cui le donne dovevano avere accanto una figura maschile, aveva accettato di sposare Alfio dopo la lunga lontananza di Turiddu, partito per il servizio militare. Al suo ritorno si era risvegliato l’amore tra Turiddu e Lola. Il dittico nasce dunque dalla voglia di affiancare emozioni, raccontare scelte subite da donne, preferite a motivi storici, ad esempio con origini veriste, come spesso succede con Cavalleria rusticana.

Anna Caterina Antonacci è la protagonista della tragédie lyrique composta nel 1958 da Poulenc, tratta dalla pièce omonima di Jean Cocteau. Stefano La Colla, Veronica Simeoni, Dalibor Jenis, interpreti dei ruoli di Turiddu, Santuzza e Alfio, sono i protagonisti della celebre opera che Mascagni compose ispirandosi all’omonima novella di Giovanni Verga. Completano il cast Lucrezia Drei (Lola) e Agostina Smimmero (Mamma Lucia).

«E’ la società che rifiuta la sensibilità femminile – commenta Francesco Cilluffo alla guida dell’Orchestra della Svizzera italiana -. In La voix humaine attraverso il telefono». Protagonista è Elle (lei) con l’amante al telefono, un dispositivo allora nuovo, perché l’opera di Poulenc al debutto nel 1959 è però la trasposizione lirica del dramma scritto da Jean Cocteau nel 1930. «La tua voce è vicinissima, ma tra noi c’è tutta una città, dice Elle». Lo ricorda Francesco Cilluffo, che parlando della regia di Emma Dante anticipa che «nella Cavalleria rusticana Emma Dante lavora per sottrazione e rifugge dalla olografia».

Aggiunge che «in La voix humaine invece vi è un ampliamento, con i danzatori che danno vita alle visioni e ai sentimenti della protagonista, che a lui chiede almeno di non andare nello stesso albergo dove loro erano stati insieme a Marsiglia». Di Anna Caterina Antonacci, la protagonista, sottolinea la capacità di trovare sempre colori diversi: «E’ come vedere Eleonora Duse che canta».

Dell’attualità di Cavalleria rusticana parla Veronica Simeoni, interprete di Santuzza. Sottolinea i sentimenti di rabbia, odio, vendetta, gelosia anche al maschile. Tutti sentimenti che il pubblico coglierà come veri. «E’ un’opera – commenta – fruibile con piacere anche da chi non ne ha mai visto una».

Siamo fatti di emozioni e sentimenti e in Cavalleria rusticana il pubblico le sentirà vere, commenta Stefano La Colla, interprete di Turiddu. Invita il pubblico a chiudere gli occhi durante l’intermezzo (dopo il duetto tra Santuzza e Alfio, ndr), per sentire la passione di Lola e Turiddu che vogliono amarsi, mentre sale la malinconia, presagio di quanto sta per succedere. «Ogni produzione – aggiunge – è qualcosa di nuovo: è la magia dell’opera lirica e del teatro più in generale».

«Sono due opere che guardano entrambe alla solitudine, rappresentata però attraverso due riti diversi – sono le parole di Francesco Cilluffo, che si leggono nella presentazione delle due opere liriche al Lac -. In Cavalleria il rito religioso, comunitario e mediterraneo, in La voix humaine quello privato, cittadino, laico e ancora attuale nel suo utilizzare un mezzo di comunicazione di massa quale il telefono per ‘gestire’ una relazione sentimentale. Opere peraltro scritte da due autori di ispirazione marcatamente ‘vocale’, che hanno però saputo trovare nel discorso musicale un modo di trasfigurare e rendere tangibile la natura depressiva che al tempo stesso nutriva e minava la loro vita artistica e la loro vicenda umana.”

«Sia ne La voix humaine, sia nella Cavalleria rusticana, protagoniste sono le donne – commenta Emma Dante -. In entrambe leggo il dolore dell’abbandono, della solitudine. I luoghi sono diversi, diverse le comunità che li abitano, ma la motivazione che spinge alla tragedia è la stessa: la pazzia d’amore. Per amore si compiono azioni estreme, come estremo è il gesto teatrale in una grande opera musicale. Cercherò di trasferire dentro l’intimità di Poulenc e dentro il grande affresco siciliano di Mascagni le infinite cerimonie della vita di cui facciamo parte anche noi».

Il mattino del 14 settembre al Centro Studi Villa Negroni è previsto un appuntamento per presentare al pubblico le due opere liriche al Lac. L’incontro è ideato e condotto da Fabio Sartorelli, consulente musicale di riferimento per il Progetto Villa Negroni 2024-2025, docente di storia della musica in ambito accademico ed esperto per l’insegnamento della musica nelle scuole superiori del Canton Ticino.

(Nella foto di Rocco Casaluci una scena da La voix humaine. E’ una delle opere liriche al Lac di Lugano che con Cavalleria rusticana compone il Dittico in apertura della stagione 2025-2026)

Dittico di Opere liriche al Lac

La voix humaine di Francis Poulenc / Cavalleria rusticana

di Pietro Mascagni

La voix humaine

Tragédie lyrique in un atto di Francis Poulenc su libretto di Jean Cocteau

Con Elle Anna Caterina Antonacci

Cavalleria rusticana

Melodramma in un atto di Pietro Mascagni su libretto di Giovanni Targioni-Tozzetti e Guido Menasci dal dramma omonimo di Giovanni Verga

Con Turiddu Stefano La Colla; Santuzza Veronica Simeoni; Alfio Dalibor Jenis; Lola Lucrezia Drei; Mamma Lucia Agostina Smimmero.

Direttore d’orchestra Francesco Cilluffo.

Regia Emma Dante, ripresa da Federico Gagliardi.

Scene Carmine Maringola, costumi Vanessa Sannino, luci Cristian Zucaro, coreografia Manuela Lo Sicco, assistente alle scene Roberto Tusa, assistente ai costumi Annamaria Ruocco, maestro del Coro Donato Sivo.

Durata La voix humaine 40’, intervallo 20’, Cavalleria rusticana 1h 15’.

A Lugano, Lac (Sala Teatro), dal 15 al 21 settembre 2025 (Lu, Me, Ve, ore 20:00; Do, ore 15:00) Prima nazionale