Testori rivive con la Maria Brasca

La determinazione delle donne: Maria Brasca ne è il prototipo. Protagonista della commedia di Testori dall’omonimo titolo al Teatro Franco Parenti è Marina Rocco. La sua Maria Brasca è sicura di volersi prendere l’uomo di cui è innamorata. La posta in gioco – ma per lei non è un gioco: è la sua vita – è Romeo Camisasca, malvisto dalla sorella Enrica. Lo giudica un fannullone, pronto a correre dietro a tutte le donne. Fa notare a Maria, 27enne, che Romeo ha tre anni di meno. Ha anche saputo che sta mettendo le corna a Maria con la Renata. Così lei va al Fabbricone dove abita Renata e, spiattellandogli tutta la sua vita sessuale con Romeo, la toglie di mezzo. Rinuncia a piantarle un coltello nel ventre come aveva annunciato alla sorella, ma la cancella dalla vita di Romeo (Filippo Lai).

Marina Rocco fa della sua Maria Brasca una donna determinata, passionale, sensuale, che sa civettare, graffiare, ammaliare secondo i momenti. Senza pregiudizi, senza timori, libera da convenzioni. E’ decisa a utilizzare tutte le armi possibili e inventarsene anche di meno prevedibili. Per ottenere ciò che vuole non si fa bloccare da orgoglio o paura del giudizio negativo altrui. Sa esattamente quale dovrà essere il suo futuro e non concepisce di fallire. Lei è decisa a sposare Romeo Camisasca: «presto il mio nome sarà Maria Camisasca».

La scenografia di Gianmaurizio Fercioni ricostruisce la Milano di periferia, protagonista di tante storie di Testori. La scala sul fondo della scena fa pensare alle case di ringhiera, abitazioni popolari abituali negli anni ‘60. Che si ritrovano anche nei sedili di puro legno dei cinema di terza visione di allora. Sono al centro della scena sormontata dalla abitazione che Maria Brasca condivide con la sorella Enrica e il cognato (Mariella Valentini e Luca Sandri). E’ una abitazione che appare molto modesta, con la cucina separata dalla camera da una tenda. Nella cucina, zona centrale delle case di allora, dove si stirava su quello stesso tavolo di fòrmica dove si mangiava, campeggia una radio d’epoca. A volte trasmette 24.000 baci di Celentano (a conferma della datazione).

Questa è una storia di periferia, anni ’60, dove tutti sanno tutto di tutti ed è quella periferia più volte raccontata da Testori. Che, in questa storia – a volte i personaggi si impadroniscono del loro autore -, sembra anche lui arrendersi davanti alla determinazione di Maria. Che sa scegliersi un uomo più giovane e non si fa condizionare nelle sue scelte. E’ una donna diversa da gran parte di quelle dell’epoca (Enrica è una di loro), che merita di non uscire sconfitta. Così questo è l’unico testo di Giovanni Testori che finisce con la vittoria della vita.

Sotto molti altri aspetti Testori rivive grazie alla regia di Andrée Ruth Shammah. Ad animare la sua messinscena sono quelli che lei chiama «fantasmi» e per il pubblico sono ricordi di momenti di teatro. All’inizio si sente la voce di Adriana Asti. E’ l’interprete della Maria Brasca nella precedente edizione del 1992 al Teatro Franco Parenti, ugualmente con la regia di Andrée Ruth Shammah. E’ come un passaggio di testimone a questa nuova edizione, che fa sentire anche la voce di Testori («voglio morire») e rievoca la Gilda del Mac Mahon che vuole buttarsi sotto il treno.

Sono ricordi teatrali e ricordi della Milano che fu, che prendono vita attraverso dettagli. La piattaia trema ogni volta che il treno passa vicino alla casa. Che è a Vialba, una zona, periferia nord di Milano, che allora stava nascendo (e di cui si sono persi i ricordi). Marina Rocco è vestita con abiti e sottoveste rosa (allora usata). Unica concessione sembrano essere le scarpe rosse con borsa in tinta, attuale simbolo femminista. Perché questa Maria Brasca è simbolo di una donna decisa a non farsi sottomettere. Lei mira al matrimonio: altre ipotesi non sono previste.

(Nella foto, Marina Rocco con Filippo Lai protagonisti di La Maria Brasca di Giovanni Testori, nei ruoli del titolo e di Romeo Camisasca. Lo spettacolo di Andrée Ruth Shammah è al Teatro Franco Parenti).

La Maria Brasca

di Giovanni Testori

uno spettacolo di Andrée Ruth Shammah

con Marina Rocco, Filippo Lai, Luca Sandri e Mariella Valentini.

scene Gianmaurizio Fercioni; costumi Daniela Verdenelli

riallestimento a cura di Albertino Accalai per la scena e Simona Dondoni per i costumi

luci Oscar Frosio; musiche Fiorenzo Carpi

scene costruite presso il laboratorio del Teatro Franco Parenti. («Si ringrazia Pinina Carutti per il suo sguardo colto e profondo»).

Produzione Teatro Franco Parenti / Fondazione Teatro della Toscana.

Durata: 1 ora e 45 + intervallo

A Milano al Teatro Franco Parenti dal 14 febbraio al 5 marzo 2023 in prima nazionale

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Di nuovo in scena fino al 16 giugno 2024