Dance Me to the End of the World realizzato da Sotterraneo per il progetto Unlock the city Foto di Masiar Pasquali

Unlock the city!, soddisfazione alla conclusione del progetto

Unlock the city! è un progetto sviluppato da una rete internazionale di teatri, accademie e università per riflettere su come teatro, combinato con la ricerca scientifica e artistica, possa diventare uno strumento per ripensare il paesaggio nella città post pandemica.

Così Unlock the city! è come un invito ad aprirsi alla città e alle sue periferie concretizzatosi in un progetto triennale. È stato pensato nel 2021 dal Piccolo Teatro insieme al Politecnico di Milano, con cui condivide la visione della cultura come valore, e il sentimento europeo (al Politecnico convivono 140 nazionalità diverse). Ha potuto svolgersi, dopo la pausa della pandemia, dal 2023 fino alla conclusione in questi giorni del 2026. In corrispondenza alla sua filosofia di Teatro d’Europa, il Piccolo Teatro di Milano ha coinvolto istituzioni teatrali, artisti, accademie e università come realtà europee, in particolare di Anversa in Belgio, Barcellona in Catalogna – Spagna, Piatra Neamt in Romania, oltre a Milano.

Ora, conclusa l’esperienza, i risultati di Unlock the city! appaiono particolarmente positivi: la gente, abitante di queste periferie, si è lasciata coinvolgere con piacere, arrivando anche a mettersi in gioco personalmente, ad esempio, suonando la musica con l’utilizzo di oggetti di uso quotidiano non deputati a fare musica. Hanno permesso di capire le problematiche percepite dagli abitanti e la relazione tra teatro e territorio, comprendendo anche come il teatro può incidere sulla vita delle città ridisegnandone rapporti e confini.

A Milano è stato coinvolto il Corvetto e la zona di Porto di Mare, una periferia in crescita, anche grazie alla presenza delle fermate del metro. Un coinvolgimento che si è avvalso della presenza degli studenti del Politecnico e dell’apporto del Piccolo Teatro, che ha già un’ottima esperienza nell’uscire dagli spazi teatrali canonici per raggiungere le periferie milanesi con azioni performative. Questa volta Davide Carnevali e i teatranti fiorentini di Sotterraneo hanno vissuto la vita del Corvetto insieme agli abitanti. Con loro, tra l’altro, hanno giocato a bocce e da perfetti umarell hanno seguito i lavori di ristrutturazione del Teatro della Quattordicesima. Alle tante iniziative performanti, ma effimere, hanno affiancato un libro di esercizi performativi, destinato invece a sopravvivere. E’ il libro Dance me to the end of the world firmato da Sotterraneo.

Unlock the city! ha sancito il rapporto tra arte e scienza in dialogo con la città, utilizzando tutti i dispositivi del teatro per capire la città e immaginarne il futuro. Il progetto è stato caratterizzato dalla condivisione di intenti e la capacità di progettare insieme per immaginare un futuro per le città con il coinvolgimento degli abitanti anche delle periferie, attraverso azioni performative. La funzione del teatro appare dunque rilevante e si possono ipotizzare per il futuro altre azioni capaci di guardare oltre i semplici confini territoriali.

I risultati del progetto Unlock the city! sono stati illustrati il 19 gennaio al Piccolo Teatro Studio Melato alla presenza di istituzioni e attori.

(Nella foto di Masiar Pasquali il libro Dance Me to the End of the World realizzato da Sotterraneo appositamente per il progetto Unlock the city!)