C’è una ritualità nel femminicidio al centro di L’angelo del focolare, nuovo spettacolo di Emma Dante al Piccolo Teatro Grassi dall’11 al 30 novembre 2025. Questo spettacolo – spiega – esplora la violenza domestica come fatto ordinario. Qui il marito spacca la testa alla moglie con un oggetto di valore affettivo: è il ferro da stiro con cui lei gli stira le camicie. In altri casi può essere il coltello che la donna usa per cucinare.
In scena lei muore ogni giorno, uccisa, subito all’inizio dello spettacolo. Il sangue sgorga dalla testa fin dall’inizio e si vede durante tutto lo spettacolo, per creare quel fastidio che precede la consapevolezza nel pubblico.
Nel finale è una danza di lei sedicenne, quando aveva incontrato quell’uomo che l’aveva violentata e per questo aveva dovuto sposarlo. È un ballo che le è costato la vita.
Al centro di L’angelo del focolare è la donna, a cui il marito attribuisce valore solo in quanto la reputa sua proprietà. Un fatto non nuovo, che anzi risale nei tempi. Si può pensare alla storia della baronessa di Carini, uccisa dal padre perché aveva disonorato il casato tradendo il marito.
Nella pièce di Emma Dante i quattro protagonisti non hanno alcun nome, identificati solo come Moglie, Marito, Figlio, Suocera. Loro hanno una parlata pugliese, mentre la suocera parla un gramelot con parole poco comprensibili, ma dal significato inconfutabile. Sono visti come degli archetipi, che portano in scena una storia ormai purtroppo frequente. La moglie qui non se ne va e dunque non si salva. Ma, fa notare Emma Dante, la possibilità di andarsene oggi esiste, con molte realtà che costituiscono una rete di protezione.
Così L’angelo del focolare per le donne è un invito a prendere coscienza e a non scambiare alcuni comportamenti come risultato di un amore troppo irruento. Non è questo: è un indizio da considerare fin dal primo momento. Ancor più l’invito è rivolto al pubblico maschile, quasi una forma di autoanalisi, occasione per analizzare i comportamenti e non concedere di assolversi di fronte a gesti che hanno alla base un senso di proprietà.
«Nel mio privato, fortunatamente – conclude Emma Dante -, non si sono mai verificate situazioni come quelle descritte nello spettacolo. Tuttavia, anch’io sono cresciuta in una famiglia, che, come tutte, si fondava su una gerarchia di potere, su un sistema che, soprattutto al Sud, vede il predominio maschile. La nostra messa in scena – che racconta un femminicidio – anziché concentrarsi sulla spettacolarizzazione della morte della donna, privilegia le ragioni profonde che stanno alla base dei comportamenti di una tipologia di uomo “non collaborante” all’interno delle famiglie. E questa passività maschile, secondo me, è uno dei fattori da attenzionare, non perché sempre conduca al femminicidio, ma perché costituisce il terreno fertile su cui il comportamento violento attecchisce».
A corollario dello spettacolo sono previsti degli incontri per approfondire il tema.
(Nella foto di Masiar Pasquali, da sinistra Giuditta Perriera, Leonarda Saffi, David Leone, protagonisti con Ivano Picciallo di L’angelo del focolare di Emma Dante)
L’angelo del focolare
testo, regia, scene e costumi Emma Dante
luci Cristian Zucaro
con David Leone, Giuditta Perriera, Ivano Picciallo, Leonarda Saffi
coordinamento e distribuzione Aldo Miguel Grompone, Roma; organizzazione Daniela Gusmano
coproduzione Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale,
Châteauvallon-Liberté, scène nationale, Les Célestins, Théâtre de Lyon, La Comédie de Clermont-Ferrand, Scène Nationale d’ALBI-Tarn, Le Cratère, Scène nationale Alès, L’Estive, scène nationale de Foix et de l’Ariège, Théâtre + Cinéma Scène nationale Grand Narbonne, Théâtre de l’Archipel, scène nationale de Perpignan, Théâtre Molière, Sète scène nationale archipel de Thau, Le Parvis, scène nationale Tarbes-Pyrénées, Compagnia Sud Costa Piccolo Occidentale, Carnezzeria
Durata: un’ora senza intervallo
A Milano, Piccolo Teatro Grassi (via Rovello 2 – M1 Cordusio), dall’11 al 30 novembre 2025 (martedì, giovedì e sabato ore 19.30; mercoledì e venerdì ore 20.30; domenica, ore 16). Platea 40 euro, balconata 32 euro






