Stagione Teatro Oscar e degli Angeli 2026-2027 Foto Gabriele Puglisi

Teatro Oscar e degli Angeli 2026-2027, si inizia con ironia

Ironia è la parola chiave del cartellone della stagione del Teatro Oscar e degli Angeli 2026-2027. Permette di dire ciò che altrimenti è impossibile, spiegano. Così la stagione apre proprio con la prima edizione di “FOOLS Il festival del Giullare”. E’ una settimana che invita alla risata come strumento per riflettere sul presente. Dal 5 all’11 ottobre 2026 si alternano comici di estrazione differente, con ospiti d’eccezione Max Angioni, Katia Follesa, Mattia Stanga, Luca Ravenna. A conclusione l’11 ottobre al Teatro Oscar va in scena Don Chisciotte della compagnia Stivalaccio Teatro in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto, che unisce ironia, immaginazione e poesia.

Con oltre 28.000 spettatori e più di 160 appuntamenti in cartellone, il Teatro Oscar e il Teatro degli Angeli chiudono la stagione 2025-2026 con un incremento del 27% degli abbonamenti, del 31% dei biglietti venduti e un riempimento medio della sala che al Teatro degli Angeli supera l’80%. E’ un successo che premia gli investimenti fatti da Giacomo Poretti, Gabriele Allevi, Luca Doninelli, che ora, pensando a generazioni più giovani, hanno chiamato ad affiancarli Gianmarco Bizzarri come direttore artistico junior.

Di che vivono gli uomini? è il titolo della stagione, che riprende il titolo di un racconto di Tolstoj e a sua volta ricorda le parole del Vangelo «non di solo pane vive l’uomo». Così la stagione del teatro Oscar e del Teatro degli Angeli 2026-2027 propone spettacoli di generi diversi, come risposta a richieste di cultura e arricchimento spirituale, tendendo la comicità come uno dei fili conduttori della stagione del Teatro Oscar.

In cartellone “Ma che razza di Otello” (29-31 ottobre) con Marina Massironi rilegge la figura di Otello tra Shakespeare e Verdi attraverso un inedito punto di vista femminile. “Bobby” (25-29 novembre), che segna il debutto alla regia di Giacomo Poretti, con Ippolita Baldini e Francesco Brandi intreccia ironia ed emozione in un confronto tra un uomo e il suo alter ego-pupazzo. “Agli angeli è meglio credere” (2-21 marzo) scritto e interpretato da Daniela Cristofori e Giacomo Poretti, con la regia di Andrea Chiodi, esplora la figura e il ruolo degli angeli. La vita balneare romagnola è raccontata con tono grottesco da Iacopo Gardelli con il monologo “Ombrelloni” (6-11 aprile). A maggio, dal 6 all’8, ritorna, dopo oltre dieci anni, “Amleto a pranzo e a cena” (6-8 maggio) scritto, diretto e interpretato da Oscar De Summa con un cast rinnovato.

Un testo intenso molto famoso, “La morte e la fanciulla” di Ariel Dorfman, portato al Teatro Oscar da Le belle bandiere, torna al 13 al 15 novembre. Come omaggio a Calvino, Mario Perrotta porta in scena “Come una specie di vertigine. Il Nano, Calvino, la libertà” (11-13 dicembre), ispirato al romanzo di Calvino “La giornata d’uno scrutatore“. Arianna Scommegna e Mattia Fabris presentano “Resto qui” (12-14 febbraio), regia di Francesco Niccolini. Tratto dall’omonimo romanzo di Marco Balzano, storia della comunità di Curon in val Venosta, cancellata per lasciare spazio a una diga.

Tindaro Granata con “Boccaccesco” (20-24 aprile), nuova produzione de Gli Incamminati, porta in scena quattro novelle del Decamerone. A maggio Andrea Chiodi firma la regia di “Santi Innocenti”, tratto da Il mistero dei Santi Innocenti di Charles Péguy. Tradotto da Luca Doninelli si interroga sul senso del dolore e della sofferenza degli innocenti, mettendo in discussione il rapporto tra fede, storia e giustizia.

In occasione della Giornata della Memoria, Pino Petruzzelli porta in scena “Rom e sinti. L’olocausto dimenticato” (27 – 29 gennaio). Racconta dei più di 500.000 rom e sinti uccisi nei campi di sterminio nazisti, una pagina di storia troppo ignorata.
Tra i progetti speciali si inaugura la rassegna “Il Romanzo di Milano”. Sono quattro serate dedicate alla lettura di Manzoni, con protagonisti Sonia Bergamasco (26 ottobre – unica serata sul palco del Teatro degli Angeli), Lino Guanciale, Franco Branciaroli e Massimo Popolizio.

Dal 15 ottobre riprendono gli appuntamenti con “Il Teatro della Mente”, rassegna a cura di Daniela Cristofori sul rapporto tra teatro e psicologia. Si susseguono temi come l’invidia, la vergogna, la colpa.

A partire dal 1° dicembre riparte “La Bibbia che non ti aspetti”. Il ciclo di incontri curati da Luca Doninelli vede sul palco Giorgio Marchesi, Francesco Renga, Gioele Dix, Daniele Mencarelli.

Dal 19 gennaio torna anche “Che mito sei?” con tre appuntamenti sul mito greco a cura di Cristina Dell’Acqua. Inoltre il teatro ragazzi con “Cenerentola”, “Lo Schiaccianoci”, “Pierino e il Lupo”, “La strega della montagna”.

La stagione del Teatro degli Angeli apre con “Faccia da cucchiaio” (15 – 17 ottobre) di Lee Hall. Con la regia di Sandro Mabellini, tra prosa, danza e umorismo parla dei tabù che circondano malattia e disabilità.

A ottobre due appuntamenti con Silvio Castiglioni. Sono “Argonautiche. L’avventura più antica del mondo” (22-23 ottobre) e “Viaggio in Armenia” (24 e 25 ottobre), liberamente tratto dall’omonimo libro di Osip Mandel’stam, per una riflessione sul tempo, la memoria e la morte.

Nella sala di via Colletta si possono scoprire le nuove voci della scena teatrale per un racconto del presente con sguardi originali e linguaggi differenti. “Assetati” di Wajdi Mouawad con Davide Pascarella (5-8 novembre) attraverso tre storie di solitudini esplora il confine tra realtà e immaginazione. “Che cosa si vede al buio” di Bianca Montanari con Giulia Villa (15-18 dicembre), nuova produzione Gli Incamminati, è un monologo ironico e struggente, affidato allo sguardo di un angelo custode. “Un comune immortale” di Alessandro Colombo (14-17 gennaio) è ispirato alla vicenda umana e sportiva del tennista André Agassi. “Efesto cascau do’ cielo” (5-7 marzo) di Salvo Drago, interamente in siciliano, parla del dio caduto, escluso dagli altri dei, ma padrone del fuoco.

Prosegue, a fianco di “Casa Teatro UMANA MENTE”, il percorso professionalizzante rivolto ad aspiranti attori, giovani con e senza disabilità, per rendere accessibile e inclusivo il palcoscenico del Teatro degli Angeli “Oltre le barriere”. Tra i titoli: “Beckettiana” (19-22 novembre) di Maurizio Lupinelli; “Bill sapeva vedere” (9-10 gennaio) di Edoardo Mozzanega, studio tra danza e musica sul romanzo IT di Stephen King. “Lisistrata” (18-21 febbraio), con la regia di Dario de Luca della compagnia Scena Verticale, rilegge Aristofane per raccontare la disabilità senza stereotipi e riconoscerla nel diritto al desiderio, all’affettività e alla sessualità.

Tra gli altri spettacoli, dal 4 al 7 febbraio “Fare un fuoco” con Luigi D’Elia. Con la regia di Francesco Niccolini è un viaggio nell’estremo nord in una delle regioni più impervie dello Yukon, dove la corsa all’oro diventa una sfida estrema e illusoria al dominio della natura. Inoltre “Shakespearology” (18-20 marzo); “L’ostaggio” (1- 4 aprile). Ispirato a una storia vera è un dialogo tra un giovane con esistenza feroce nella criminalità e un adulto che lo tiene in ostaggio.

La stagione del Teatro degli Angeli 2026-2027 vede anche il ritorno di “Mai più Majorana”, che dal 15 al 17 aprile ripercorre la misteriosa scomparsa del grande fisico italiano Ettore Majorana. “Una tazza di mare in tempesta” (28-30 maggio), è invece ispirato a Moby Dick di Melville. Dal 13 al 16 maggio Silvia Giulia Mendola con “La neve in fondo al mare” racconta il dolore silenzioso e la speranza ostinata di quattro genitori alle prese con la sofferenza dei propri figli adolescenti. Ispirato all’omonimo romanzo di Matteo Bussola è ambientato nella sala d’attesa di un reparto di neuropsichiatria infantile

Dal 19 ottobre riprende inoltre il ciclo di incontri teatrali “Teatro del lunedì”.

(Nella foto di Gabriele Puglisi Giacomo Poretti, Gabriele Allevi, Luca Doninelli, Gianmarco Bizzarri alla presentazione della stagione dei Teatro Oscar e degli Angeli 2026-2027)

Approfondimenti: qui la recensione di La morte e la fanciulla

Qui la presentazione di Efesto cascau do’ cielo